venerdì , 15 novembre 2019
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Zia Lucia: di giorno bigotta, di notte mignotta

Salve ragazzi! Avete mai fatto qualche fantasia su una vostra zia? Vi voglio condividere allora un racconto di un mio caro amico:

Racconto erotico di una zia veramente porca!

Un’estate di qualche anno fa, allora quindicenne, prendendo spunto dai frequenti dissidi adolescenziali con i miei genitori, mi trasferii in Sicilia nella villa al mare della sorella di mia madre dove, essendo forte il rapporto anche con mio zio, e per guadagnare qualche soldino, trascorsi l’intera stagione lavorando nel suo negozio come aiutante.

 

Mio zio, un grande lavoratore, dedito principalmente alla sua attività di commerciante, dalla gavetta, aveva creato una florida attività commerciale, lavoro che gli consentiva di vivere più che agiatamente.

 

Mia zia, classica femmina siciliana, 37 anni, fisico prorompente e un po’ bigotta, votata essenzialmente ai lavori domestici senza particolari esigenze pur potendosene permettere tanti.

 

La mattina sveglia presto, veloce colazione ed in negozio, piccolo break per il pranzo e, subito, di nuovo in negozio sino a sera. Tornati a casa una veloce rinfrescata e a cena fuori, un gelato, una passeggiata lungo la via marina o un cinema e poi a casa un pò di televisione e a letto. Le mie giornate, routinariamente, passavano in questo modo ma, nel complesso, mi divertivo.

 

Vivendo a casa da ormai un mese loro seguivo, gioco forza, i loro discorsi e mi rendevo conto dell’esigenza di mio zio di avere una diversa moglie al suo fianco. Moglie in tutti i sensi, non una cameriera sempre in disordine e mai spigliata se non in particolari situazioni, bensì una calda amante capace di soddisfare le particolari sue esigenze di maschio ruspante.

 

Un bel giorno, durante la pausa pranzo, mio zio rivolto a me, quasi sfottendomi, mi disse:
“Guarda tua zia, ha ancora un bel corpo che però nasconde in questa vestaglia trasandata… Dimmi, ti pare giusto?”

 

Le sue mani stavano risalendo le cosce perdendosi sotto il leggerissimo vestitino estivo che indossava.
“Finiscila non vedi che metti in difficoltà Roberto” fu la pronta risposta di mia zia, resasi conto del rossore che immediatamente aveva pervaso il mio viso.

 

Zia si avvicinò a me, con fare materno, senza rendersi conto che la leggera scollatura del vestitino mi consentiva di ammirare un procace décolleté. I miei occhi, immediatamente, seguirono il profondo solco di una seno bellissimo e provocante!

 

Effettivamente devo riconoscere che mia zia Lucia si ritrovava un bel corpo tonico e ben fatto due gran belle tette, sicuramente una quarta misura, un culo ben disegnato che armoniosamente si congiungeva a due formose gambe che evidenziavano due chiappe che lasciavano spazio ad erotiche fantasie ed, in sintonia con mio zio, in quel momento riconoscevo che l’abbigliamento casalingo di mia zia penalizzava fortemente la sua figura di femmina sicula.

 

Io ragazzotto di primo pelo, ancora verginello, e consacrato alle sane seghe notturne, stimolato dalla provocante visione, già fantasticavo a piccanti rapporti incestuosi con la zietta che, calda, mi offriva, suo malgrado, il meglio di se stessa.

 

Da quel momento non perdevo occasione per spiarla nel suo sfaccendare domestico, e la immaginavo rassettare la cucina con vestagliette leggere e semitrasparenti, ed io a possederla in piedi facendola urlare di piacere. Oppure nel mentre impegnata a rifare i letti, offrendomi in visione il bellissimo culo, io dietro che la inchiappettavo stringendole i voluminosi capezzoli. Ed ancora provocarla eroticamente con il palo della scopa, mentre lei impegnata a pulire i bagni con l’acqua ad inumidirle gli indumenti, gustavo delle sue trasparenze che, suo malgrado, mi offriva per poi possederla selvaggiamente.

 

Tutto ciò si concretizzava in masturbazioni che non perdevo occasione per dedicargli. Da quel giorno la mia fantasia cominciava a galoppare frenetica e perversa.

 

Qualche giorno dopo rientrati dal nostro usuale giro serale, avevo avuto modo di apprezzare l’essere una gran fica di mia zia che con un vestito attillato, la pelle abbronzata (chissà quando prendeva il sole mi chiedevo), ben truccata e con fare oserei provocante per tutta la serata evidenziava tutta la carica erotica di femmina vogliosa. Che, credetemi, non era indifferente.

 

La seguivo mangiare giocando di lingua, bere con fare sensuale guardando mio zio negli occhi, accavallare le gambe con fare puttanesco. Mi ero eccitato, guardandola di soppiatto, chiedendomi come mai mio zio si lamentasse di quella donna che, davanti a me, avrebbe fatto diventare duro il cazzo anche ad un morto!

 

Rientrati a casa un po più tardi del solito andai subito a dormire. Mentre loro si attardarono una buona mezz’ora davanti alla tv. In quella mezz’ora la mia fantasia cominciò a galoppare frenetica su perversi miei improbabili amplessi.

 

Essendo la mia camera adiacente alla loro, non persi l’occasione per spiarla. Riuscì a vedere mia zia mentre si preparava per la notte e, complice il gran caldo, indossare un sensualissimo baby doll trasparentissimo che metteva in evidenza tutta la sensualità del suo corpo. Il prosperoso seno spingeva i capezzoli quasi a voler bucare il delicato indumento in seta indossato.

 

Era conturbante la minuscola culottes dalla quale trasparivano due superbe chiappe. La seguivo di soppiatto soffermarsi davanti allo specchio ad ammirare il proprio corpo e, dalla mia posizione, riuscivo, contemporaneamente, a gustare della procacità di un superbo culo ed eccitarmi, come un maiale, al sensuale seno riflesso nello specchio.

 

Per tale ultima visione, unito all’eccitante ricordo di qualche ora prima, tardai a prendere sonno con la perversa voglia di dedicargli una megagalattica sega. Decisi di aspettare che si addormentassero per evitare che, specialmente la zia, potessero sentirmi.

 

Mentre eroticamente fantasticavo sul corpo di mia zia, menando lentamente su un uccello indurito, impercettibili cigolii del loro letto, misti ad impercettibili gemiti di piacere di mia zia mi riportarono alla realtà. Incuriosito mi alzai e di soppiatto mi avvicinai alla loro stanza, già immaginando che, forse, erano impegnati in una focosa scopata. Più mi avvicinavo e più la fantasia si tramutava in certezza quando, arrivato all’uscio della loro camera vidi mia zia che si cavalcava forsennatamente l’uccello del marito con una avidità strabiliante.

 

Sibillina, e a fil di voce:
“Dai Nino… Spaccami tutta… Fottimi… Ho voglia di godere!”
“Cazzo… hai visto la bacchettona, di giorno fa la cameriera mentre di notte è un grande puttanone” fu la mia piacevole riflessione.
“Ti prego, non ti fermare… Dai, spingi!!!” erano le pressanti richieste del bellissimo animale in calore “non venire ancora, è presto… Continua, sbattimi tutta… Sono la tua troia”

 

e che gran troia aggiungo io.

 

Il grosso seno danzava a pochi centimetri dalla bocca di mio zio che, eccitatissimo, ne azzannava i capezzoli mordendoli con voracità, mentre seguivo il suo uccello sparire con velocità sempre più crescente dentro l’intimo corpo di mia zia che, nel frattempo, con fare deciso si portava in bocca le dita della mano del suo uomo leccandole con perversa voracità.

 

Ed io con il cazzo libero che svettava imperioso privo di qualsiasi costrizione (ho l’abitudine di dormire nudo) con la forte curiosità che mi procuravano quei suoi intensi gemiti, senza rendermene conto mi accarezzavo l’asta con una voglia di farmi una sega bestiale.

 

“Noooo! CAZZO! Perché sei venuto ora… Così presto…” era l’amara constatazione di mia zia che, scuotendo la testa era in preda ad una fortissima eccitazione. Mio zio la stava inondando di un caldissimo seme, ma non restituiva alla sua donna lo sesso piacere che stava vivendo. Particolarmente insoddisfatta zia lottava con quel cazzo che ancora schizzava cercando di portarsi quel muscolo dentro una fica che grondava di abbondanti umori. Spudoratamente eccitata, contemporaneamente, con le mani frugava tra i peli della fica alla ricerca del suo intimo piacere.

 

Una scena fortemente eccitante stava svolgendosi davanti ai miei occhi e, mentre mi gustavo lo stuzzicante amplesso, mia zia prona sull’uccello del marito, offrendomi in visione un culo da favola, tentava di risvegliarne il vigore lavorando con una avida lingua.

 

Una femmina forsennata mentre con una maestria da fare invidia alla migliore attrice porno succhiava il muscolo del suo uomo e con le mani inumidite dalla saliva ne massaggiava l’intera dimensione “Mmhuu dai Nino, ho ancora voglia di essere… Mmhh… Scopata” continuando nella sua azione risvegliatrice.

 

Prendendo atto di quanto zoccola fosse mia zia, rapito da tale vista stratosferica, mi univo al loro gioco smanettandomi con forza l’uccello in preda ad una eccitazione che non ero in grado di controllare. Tiravo morboso, probabilmente sporgendomi ben oltre il limite che poteva nascondermi al riflesso della mia immagine in quello specchio complice della mia iniziale eccitazione. Un errore non voluto tanto che lei, pur intenta nel suo eccitante lavorio di bocca, si accorse della mia presenza vedendo la mia immagine con il cazzo in mano che tiravo senza alcun rispetto.

 

I nostri sguardi si incrociarono per un attimo ed ebbi la netta sensazione che la mia intrusione non fu per niente gradita. Zia bloccò il suo famelico ciucciare, rivolgendomi uno sguardo particolarmente incazzato che blocco ogni mia perniciosa intenzione. Preso dalla vergogna, di corsa ritornai a letto. La mente confusa, una paura indescrivibile ed un solo pensiero: cosa sarei stato capace di inventarmi per potermi scusare.

 

Qualche minuto dopo la sentì alzarsi e, convinto che stesse venendo da me per scaricare la sua inevitabile rabbia cercai, in tutta fretta di architettare qualcosa. Fortunatamente, invece, era il bagno la sua metà.

 

Il suo tardare ad uscire dal bagno, erano passati già una decina di minuti, mi aveva fortemente preoccupato, “forse non sta bene…” ed alzandomi per l’ennesima volta mi accinsi ad andare per sincerarmi della situazione. Passando dalla loro stanza da letto mi resi conto del profondo sonno che si era impadronito di mio zio e, mentre, tentai di bussare alla porta ascoltai gemiti, simili a quelli che qualche minuto prima, mi avevano destato. Mi bloccai!

 

Perplesso, ma fortemente incuriosito, traguardai dal buco della serratura, ammirando mia zia che, sicuramente non soddisfatta dell’amplesso appena terminato, ancora in preda di una libidine non sopita, si stava masturbando. In piedi, con il corpo appoggiato alla parete, gambe oscenamente divaricate si offriva a me, totalmente inconsapevole, in tutta la sua conturbante figura. Con una mano stringeva alternativamente i capezzoli mentre l’altra indugiava sul pelo nero che, distintamente rilasciava abbondanti liquidi seminali con il medio che spariva per tutta la sua lunghezza dentro la fica.

 

A denti stretti, sussurrando “Aaah sii mmhuu” erano sospiri che distintamente percepivo complice l’assoluto silenzio notturno che pervadeva la casa. Dimenava la testa come una cagna in calore non soddisfatta della propria masturbazione, afferrò il tubo del dentifricio e lo utilizzò a mo di vibratore, possedendosi morbosa in preda ad una indescrivibile lussuria che, ormai, la aveva rapita “Mmmhuuu ohh” mentre con veemenza faceva sparire l’illusorio fallo nella pelosa fica “Vengo… Siii” vibrando alle contrazioni che il godimento le procurava.

 

Respiri intensi, profondi, ripetuti mi confermarono e mia zia nel suo intimo era una grande troia!

 

“Che gran maiala” fu la mia ulteriore considerazione con il cazzo che mi era diventato enorme e con la cappella che sembrava volesse esplodermi mentre avevo ripreso a massaggiarmi l’intero muscolo.

 

Goduto come un ossessa mi soffermai ancora ad ammirare lo splendido animale da letto che accarezzandosi il corpo aspettava che le scariche di adrenalina si riassorbissero e gradatamente, sopiti i gemiti, ritornare padrona di se stessa.

 

Lascia, in tempo, la mia posizione e lei, ormai ritornata padrona della sua mente, uscì dal bagno. La paura della sua reazione al mio spiare il suo amplesso. Furono secondi lunghissimi. Con il cuore in gola la sentì, invece, il suo ritornare a letto, riprendendo sonno da lì a poco.

 

Io, in preda ad una eccitazione indescrivibile, col cazzo in tensione non riuscivo a dormire.

 

Nell’immaginare di farmi scopare da quella selvaggia donna, così furiosa, le ho dedicato una gran sega che mi ha sconvolto. Bastò qualche colpo al pulsante cazzo che, dalla perversa eccitazione, mi faceva quasi male. Colpi intensi fino a che una scarica di sperma, in grande quantità, sporcò il lenzuolo del divano dove dormivo. Per una insana paura, e anche per la fortissima paura di essere una altra volta scoperto, lasciai volutamente sporco.

 

Immediatamente dopo mi sopraggiunse la preoccupazione per la reazione che inevitabilmente avrei subito da mia zia. Cosa mi sarebbe accaduto l’indomani considerato che poteva essere, anche, normale vederli scopare, la colpa era loro per non aver chiuso la porta della loro camera, ma sicuramente non era corretto farsi vedere mentre mi smanettavo l’uccello spiando una splendida zoccola implorare il compagno per farla fremere di piacere…

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