venerdì , 15 novembre 2019
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Mia zia Wanda: che gran porca!

Avevo poco più di diciassette anni e l’estate con la mia famiglia mi recavo in liguria dai miei nonni e da mia zia Wanda. Erano gli anni delle scoperte sessuali della voglia esplosiva di farsi le seghe e di avere un rapporto sessuale. Mia zia Wanda era una donna piacente sulla quarantina,giovane con un bel seno prosperoso,il sogno di ogni adolescente con i bollenti spiriti. Quell’estate partì da casa con l’intento, o meglio sogno di avere un avventura con lei.

 

Arrivammo il pomeriggio. Era Agosto. Faceva un caldo torrido e ci accolsero i miei nonni e naturalmente mia zia Wanda. Mia zia aveva un vestitino cosi fino ma soprattutto cosi scollato che già iniziai a fare pensieri impuri. Me l’abbracciai tutta e con la scusa le toccai il sedere e a lei non dispiacque per nulla. Mi feci una doccia e poi tutto bagnato giusto con l’asciugamano attorno alla vita mi sdraiai sul letto a gustarmi l’aria che saliva dal mare.

 

Entrò in stanza mia zia con la borsa che avevo lasciato in macchina:

 

“Sei proprio un birbante Carlo, sei arrivato e via a farti la doccia senza aiutare a scaricare la macchina e nulla, ti farei il culo a strisce” ridendo mia zia esclamò. Ed io di risposta :
“Perché invece del mio culo a strisce non mi fai qualcosaltro” ridendo.
Mia zia Wanda rimase perplessa ed esclamò:
“Ah si e cosa ti dovrei fare a strisce, sentiamo. Quella nocciolina che hai in mezzo alle gambe?” indicandomi in mezzo alle gambe ma sempre con il sorriso .
Io ricambiai la risatina e lei di contro mi disse:
“Non sarà neanche duro, ma te le fai le seghe” e si avvicinò verso di me, si sedette e mi mise la mano sopra all’asciugamano toccandomi accuratamente il mio membro che stava già decollando ed esclamò: “Ah però…caspita ma allora c’è qualcosa qui.” E continuò a toccarmelo da sopra all’asciugamano.
Poi si alzò e mi disse: “Ci potrei fare anche un pensierino lo sai?” e lasciò la mia stanza lanciandomi un’occhiata.

 

Subito corsi in bagno: dovevo venire, mi aveva fatto troppo eccitare, cosi iniziai a masturbarmi fino a spruzzare tutto quello che avevo pensando a mia zia Wanda. Il resto del pomeriggio lo finii di passare in spiaggia, ma i pensieri andavano sempre li, su mia zia. Fantasticavo su quello che poteva succedere se lei si fosse concessa a me,e il cazzo mi si faceva duro.

 

Tornai a casa e mi feci una doccia,poi venni a sapere una notizia fantastica. I miei nonni e i miei genitori sarebbero stati fuori a cena perché dovevano parlare di cose importanti, chissà cosa poi, e io sarei rimasto a casa con la zietta così mi comunicò mia madre. Che bella notizia. Nel momento in cui mia madre mi disse il programma per la serata incrociai lo sguardo di mia zia che maliziosamente mi sorrire.

 

“State tranquilli io e Carlo staremo bene insieme”

 

Se ne andarono tutti e rimanemmo in casa io e la Zia, la quale era super affaccendata a fare le faccende domestiche. Svanì improvvisamente il mio sogno di avere un incontro con mia zia, la vedevo troppo presa dalle sue cose. Poi arrivò sera e da basso sentì la voce di mia zia che mi chiamava:

 

“Carlo,Carlo vieni ad aparecchiare?” e così scesi da basso e trovai mia zia vestita solo di un grembiulino da cucina striminzito su dei tacchi altissimi che mi aspettava con un mestolo in mano:
“Allora sbruffoncello, sei pronto? Zia vuole giocare con te” mentre sbatteva il mestolo in mano.

 

Io ero già tutto eccitato e il mio uccello fremeva. La zietta si girò e mostrò che sotto il grembiule era completamente nuda. Venne verso di me agitando il mestolo e mi ordinò di appoggiarmi al tavolo e di levarmi i pantaloni e le mutande che mi avrebbe intanto fatto il culo a strisce, e cavolo cosi fece. Iniziò a tirarmi delle mestolate sul sedere fortissime e io le dicevo:

 

“Oh mi fai male cazzo!!” e lei rideva e mi diceva:
“Stai zitto prima del piacere c’è il dovere!! Vuoi giocare con me si o no?” mi disse lei e io annui e soffrivo.

 

Poi mi fece girare e vide il mio uccello sull’attenti. E me lo prese in mano. Dio quanto avevo sognato quel momento e ora era realtà. Che mano vellutata e esperta. Mi prese dai capelli mentre me lo menava e mi disse:

 

“Allora ora non parli più ? Ti piace la zietta ? E se te lo succhiassi?” e quando mi disse così stavo quasi per venire ma riuscì a trattenermi anche perché lei subito mi redarguì:
“Ehi giovanotto vedi di non venire subito che voglio divertirmi, ok?” e io feci cenno con la testa di si.

 

Si abbassò verso il mio membro e subito dopo senti la mia cappella scomparire nella voragine della bocca della mia zia. Cavolo mia zia me lo stava succhiando e io stavo godendo come non mai. Le toccai quel seno che da tanto avevo sognato. La sua lingua esperta mi leccava la cappella, e sentivo la sua gola. Era bravissima. Poi si alzò si appoggiò al tavolo a pecorina e io feci per penetrarla e lei mi fermò:

 

“E no furbacchione prima la lingua, leccamela tutta ,voglio farti bere” e li non ci capii più nulla, li sentì tutta la grandezza della sua figa nella mia bocca, sentì i suoi umori che aumentavano sempre di più e sentivo che da li a poco mi sarebbe venuta in bocca. Divaricò le gambe ancora di più e mi prese la testa con la mano e mi premette la faccia contro la sua enorme figa bagnata. Era cosi bagnata. Aumentai i lritmo con la lingua e infilai tre dita dentro la sua tana viva. Sentì che iniziò a muoversi più forte fino a quando grido fortissimo e un calore forte mi riempì la bocca e sentì la sua mano che mi premette forte contro la sua intimità.

 

Poi mi alzai, lei rimase con la faccia appoggiata sulla tavola e quel bel culo che mi diceva di prenderlo. La penetrai forte e lei mi accarezzo il linguine e mi disse di pomparla forte,sentivo la cappella che quasi quasi mi scoppiava,ma resistetti e continuai a pomparmela per bene. La zietta che troia che era. Poi levai il mio uccello la girai la feci mettere in ginocchio e in men che non si dica le scoppiai in bocca . Le riempì la bocca con tutta la sborra che avevo gridando fortissimo e lei beveva tutto il mio liquido e per magia indovinate un po’ ingoiò tutto.

 

Che porca mia Zia Wanda. Mi continuò a succhiare l’uccello anche dopo che ero venuto e mi massaggiò le palle e sorridendo mi disse:
“Che furbacchione il mio nipotino preferito, ora la verrai a trovare più spesso la tua zietta?” . E io le risposi.
“Zia io mi trasferisco qui con te se vuoi” e tutti e due ci mettemmo a ridere ma sapevamo sia io che lei che quello era solo l’inizio di tante avventure tra noi.

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