venerdì , 15 novembre 2019
Home / Horror / Fantasy / Alieni / Mostri / Il mistero dei vermi sotterranei – Cap. 1 di 2

Il mistero dei vermi sotterranei – Cap. 1 di 2

Salve ragazzi, apro la rubrica di porno racconti con una storia un po’ “strana”… Si parla di una ragazzina con l’indole da esploratrice, che trova una caverna misteriosa al cui interno ci sono dei vermi ancora più misteriosi… Ed una strana creatura umanoide! Buon divertimento e fatemi sapere se apprezzate questo:

Racconto erotico con Alieni!

Ho sempre amato esplorare i boschi vicino casa mia. Ho vissuto in una zona semi-rurale, quindi anche se non era aperta campagna c’era sempre qualcosa da esplorare. Cercavo sempre i luoghi più isolati e difficili da trovare: amavo l’idea di essere nascosta dal mondo, ma ancora circondata dalla vita. Ho trovato molte cose interessanti durante le mie escursioni, ma un pomeriggio d’estate quando avevo sedici anni, ho trovato qualcosa di VERAMENTE interessante.

 

Erano appena passati pochi giorni dall’inizio delle vacanze estive, la scuola sarebbe iniziata solo dopo qualche mese e non avevo niente in mente da fare. Decisi quel giorno di andare a visitare una piccola cascata che avevo scoperto: sarebbe stata un’escursione piuttosto lunga quindi decisi di partire molto presto. Era una giornata particolarmente calda, ed a metà mattino l’aria era già diventata appiccicosa: avrei sudato solo stando in giro per casa! Speravo di trovare le cascate ed il relativo piccolo fiume anche solo per saltarci dentro e rinfrescarmi…

 

Ero contentissima nel vedere che non c’era nessuno appena arrivata, ho controllato anche le zone intorno e niente di niente: mi sono subito spogliata fino a rimanere in bikini… Ho iniziato a giocare un po’ con l’acqua buttandomela addosso. Guardai giù ammirando un po’ il mio corpo: le mie tette erano lente a crescere, feci però qualche progresso rispetto all’anno precedente! Avevo sempre avuto paura di rimanere piatta o qualcosa del genere… Fu bellissimo vedere la mia seconda coppa C che ora iniziava a premere contro il reggiseno che faceva fatica a contenerle. Dopo aver trascorso un po’ di tempo in giro sotto la cascata, i miei capelli lunghi e bruni bagnandosi iniziarono ad avere diverse tonalità più scure: notai quella che sembrava l’apertura ad una piccola grotta nascosta nelle rocce alle spalle della cascata che non avevo mai notato prima. La mia indole esploratrice si è ripresentata ed andai a controllare.

 

Il buco non era abbastanza grande per poterci camminare dentro putroppo, ma sapevo che sarei riuscita ad adattarmi senza troppe difficoltà. Naturalmente, sembrava una cattiva idea perché non avevo idea di cosa ci fosse all’interno della grotta ed il rischio di bloccarsi era troppo grande. Tuttavia, ho continuato ad esaminarla, sperando di trovare una sorta di indizio su come potesse esser al suo interno. Presi alcune pietre e le gettai dentro: non sentii alcun rumore, quindi pensai che doveva esserci almeno una discreta quantità di spazio. Avrei voluto tornare a casa per prepararmi meglio ed esplorarla successivamente, ma poi ho notato un odore strano… Era debole, ma piuttosto piacevole, mi ricordava vagamente l’odore dei panini alla cannella.

 

Il profumo divenne sempre più forte, non ci misi molto per capire che proveniva da dentro il buco! Volevo assolutamente scoprire da dove provenisse quel profumo, dato che non era sicuramente ciò di cui le grotte normalmente puzzano. Mi sedetti a pensare alle mie opzioni: il mio desiderio di esplorare la caverna stava diventando quasi imperituro, ma avvertivo ancora un certo senso di pericolo che mi causo’ un blocco… Mi sentii però un po’ stupida ad avere questa paura: il buco era certamente abbastanza grande per poter esser attraversato senza grossi problemi, inoltre avevo portato una torcia con me e conoscevo abbastanza bene le grotte per sapere come evitare di cadere e farmi male in una pozza o qualcosa del genere.

 

Ebbene, l’ho feci. Presi la mia torcia ed entrai lentamente. Quell’odore si faceva sempre più forte, notai che improvvisamente mi sentii molto leggera, come una piuma. La testa iniziò leggermente a girare. Il buco portava in un tunnel di circa la stessa dimensione, che ho iniziato ad attraversare strisciando con attenzione, non sapendo davvero cosa stessi facendo. Dopo circa dieci metri, il tunnel si aprì in una piccola area abbastanza grande per mettermi in piedi e camminare. Ho iniziato ad esplorarla con la mia torcia, non trovando niente di particolare interesse… Speravo, forse, di trovare qualcosa di misterioso, come una qualche affascinante reliquia del passato, ma non c’era altro che roccia umida.

 

Distratta dal cercare qualcosa di interessante, ad un tratto poggiai il mio piede nel vuoto ed iniziai a cadere. La torcia scivolò dalle mie mani e fu persa, quindi non riuscivo a vedere niente, ma sentivo ancora di cadere nel vuoto… Mi sono maledetta per essere stata così avvolta nei miei pensieri eda non vedere il buco gigante nel quale ora stavo precipitando. Non sono completamente sicura di quanto tempo passò, ma fu abbastanza a lungo per rendermi conto che stavo cadendo da un’altezza troppo alta per sopravvivere quando avrei colpito il terreno…

 

Fortunatamente, questo impatto violento non è mai avvenuto. Caddi su qualcosa di morbido. Qualcosa di veramente morbido. Così morbido che cedette appena lo colpii, avvolgendosi intorno a me come una specie di bolla. Lo sentivo ancora su di me, e piano piano stava rallentando la mia caduta. Quando finalmente mi fermai, notai che ero totalmente coperta da questa cosa che mi salvò rallentando il mio precipitare nel vuoto: era un qualche strano tipo di liquido, appiccicoso, ma allo stesso tempo scivoloso. Sembrava attaccato a qualsiasi cosa, tranne la mia pelle.

 

Il terreno su cui ora mi trovavo era abbastanza morbido, umido, e… si muoveva!! Mi sono alzata di botto quando sentii qualcosa che strisciava contro il mio culo. Li sentii anche sotto i miei piedi, ed ho subito capito che non era una solida massa, ma erano molti… Lunghe, sottili, scivolose forme si muovevano sotto i miei piedi. Cercai di calmarmi, pensando che probabilmente ero appena entrata in una vera e propria pozza piena di dannati serpenti e che restare immobile era la mia sola opzione. Ma poi ho sentito che i serpenti cominciarono a strisciare sulle mie gambe: devo ammettere di esser entrata in panico e cercai freneticamente di spazzolarle e scuotermele di dosso.

 

Improvvisamente, sono stata praticamente accecata da un misterioso lampo di luce. Per un momento ho pensato che fosse la luce del sole e che io fossi stata salvata o che forse stavo soltando sognando, ma quando i miei occhi si abituarono a quella luce notai che le pareti della grotta avevano iniziato a scintillare con una luce calda e chiara. Sapevo che probabilmente era una grande colonia di batteri fotoluminescenti, ma prima di riuscire a rifletterci su, finalmente riuscii a vedere dove ero e quello che c’era intorno a me.

 

L’intera stanza della grotta era coperta da una massa di vermi di varie dimensioni. Alcuni piccoli e sottili come una matita, alcuni erano lunghi e larghi centimetri. Erano tutti di un colore spento, e sembrava che continuavano a sgocciolare una sostanza chiara e fitta che capii subito era la fonte dell’odore che mi ha portato lì. Non riesco nemmeno a descrivere l’orribile sensazione che ebbi nello stomaco allo scaturire di quella vista.

 

Ma quella sensazione di disgusto cominciò a cambiare… Si era trasformata in una piacevole sensazione di formicolio su tutto il corpo che stranamente mi ricordava quei momenti in cui, con i miei amici, bevevo qualche birra ed ero un po’ brilla. Più che altro, mi sentivo confusa, perché ero cosciente della terribile situazione in cui ero: anche senza quelle strane creature horror che mi circondavano, ero in una situazione bruttissima… Ero caduta per parecchi metri, ed era molto improbabile che ci potesse essere un’altra via d’uscita. Sapevo che sarei morta, o nelle migliori delle ipotesi sarei stata costretta a sopravvivere a quei disgustosi vermi per il resto della mia vita… Ma mi sentivo davvero calma, niente di tutto ciò mi importava, stavo proprio bene!

 

Cominciai a sentirmi debole, e pensavo che non sarebbe cambiato nulla se mi fossi sdraiata, i vermi probabilmente non mi avrebbero mangiato e comunque mi sentivo così stanca… Non appena mi buttai sul pavimento i vermi cominciarono a salirmi sopra, dimenandosi su di me. Era… bello. Veramente bello. Come un massaggio meraviglioso e leggero, ogni centimetro della mia pelle che i vermi toccavano mi trasmetteva un piacere fino a quel momento sconosciuto. Iniziai a sospirare, sentendomi sempre più rilassata: sempre più vermi si fiondarono su di me, fino a quando non ne ero quasi completamente coperta.

 

Poi hanno iniziato ad essere, non saprei come spiegarlo, “curiosi”… Ne sentivo uno spingere sotto la mia ascella, mentre altri hanno iniziato ad esplorare ogni angolo del mio corpo. Poco dopo, uno di loro si infilò dentro le mutandine del mio bikini. Quando trovò la figa iniziò a sfregarsi contro il mio clitoride come se sapesse cosa fare e sentii un improvviso scossone di piacere incredibile. Altri ancora si infilarono dentro al mio reggiseno, e devo ammettere che mi piacque da morire sentirli massaggiare le mie tette e strusciare contro i miei capezzoli.

 

La mia testa era totalmente andata, tra il torpore che quel profumo mi creava e l’eccitazione che i vermi mi facevano provare. Non ero nuova al sesso, ne feci abbastanza con il mio ex fidanzato, e qualche altra esperienza con il mio cugino Marco… Ma le sensazioni che stavo provando in quel momento erano inimmaginabili: il mio cuore batteva all’impazzata ed ogni movimento mi causava un brivido che correva in tutto il corpo, era quasi insopportabile. Ad un tratto, sentii che uno dei vermi iniziò ad esplorare le labbra della mia figa, fino a quando con decisione non entrò dentro… A quel punto non vedevo l’ora di vedere quanto fossero bravi questi “vermi” nel farmi godere. Forse forse, vivere in questa caverna per il resto della mia vita non sarebbe stata così male!

 

Il verme che entrò nella mia figa non era uno dei più grossi. Mentre entrava dentro di me, lo sentivo spesso come due dita, ma il piacere era incredibile. Nella mia figa iniziò poi ad allungarsi in un modo esagerato: così, ciò che provai fu molto più potente di quanto riuscì mai a provare col cazzo del mio ex, che era lungo ben 22 centimetri, ma non mi fece mai godere così tanto.

 

Il verme era entrato tutto dentro ormai. Tutti gli altri sembravano improvvisamente sviluppare una specie di coscienza, uno scopo, poiché invece semplicemente di strisciare su di me, iniziarono a succhiare. Ogni centimetro della mia pelle sembrava avesse un verme attaccato, ciascuno che succhiava delicatamente, ma continuavano a muoversi, quindi non si misero a succhiare in un solo punto per troppo tempo. Tranne, naturalmente, per quelli che avevano trovato i miei capezzoli e quello sul mio clitoride: restavano attaccati proprio in quei punti e stavano facendo molto più che succhiare… Non avrei mai potuto ricevere nella mia vita un trattamento del genere, mi sembrava incredibile.

 

Ogni centimetro della mia carne provava piacere, ed il verme nella mia figa iniziò a succhiare e massaggiare dall’interno il mio punto G. Naturalmente, non mancò molto al raggiungimento dell’orgasmo. Forte orgasmo. La grotta era piena delle mie urla di estasi, innumerevoli stimoli di elettricità echeggiavano in tutto il mio corpo, la mia figa palpitava incontrollabile mentre continuavo a sperimentare l’orgasmo più intenso della mia vita.

… CONTINUA NEL PROSSIMO EPISODIO …

Ti è piaciuto questo racconto erotico?

Trasgressione - 8.5
Eccitazione - 9.1
Fantasia - 9.4
Erotismo - 7.3

8.6

Aiutaci a migliorare i nostri servizi lasciando un voto che esprime il tuo indice di gradimento! Così potremo concentrarci nello scrivere storie con temi che piacciano davvero ai nostri utenti, perché per noi siete importanti!

User Rating: 3.97 ( 12 votes)

Check Also

Zia Lucia: di giorno bigotta, di notte mignotta

Prendendo atto di quanto zoccola fosse mia zia, rapito da tale vista stratosferica, mi univo al loro gioco smanettandomi con forza l’uccello in preda ad una eccitazione che non ero in grado di controllare. Tiravo morboso, probabilmente...

avatar
0 Comment threads
0 Thread replies
0 Followers
 
Most reacted comment
Hottest comment thread
0 Comment authors
Recent comment authors
più nuovi più vecchi più votati