lunedì , 16 settembre 2019
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Porno racconto di un tradimento

La storia del mio tradimento per un vero uomo

Buongiorno a tutti, questa mattina voglio condividervi un porno racconto che penso sia molto più comune di quanto si creda… Ovvero, il tradimento di una giovane fanciulla per un uomo affascinante e con esperienza, che non perde tempo nel dominare ogni sui buchetto…

Racconto erotico di un Tradimento!

Mi chiamo Valentina e racconto la breve storia del mio tradimento. Ero in vacanza per un paio di settimane in Alto Adige in un Lussuoso Hotel Resort in compagnia del mio fidanzato e di una gradevole coppia di amici. In quel periodo mi rilassavo e godevo la dolce vita al massimo, in quanto il mio fidanzato, conosciuto all’ultimo anno del mio corso di Laurea in legge, oltre a essere un bel esemplare di maschio, era il primogenito e unico figlio di una ricca e benestante famiglia milanese con capostipite un famoso e illustre avvocato, con alte aspettative ereditarie e di prestigio nel suo unico pargolo.

 

Dal mio punto di vista, era la famosa occasione che la mia esistenza mi aveva dato per emanciparmi da una vita piatta e difficile, a una vita agiata e piena di lusso e di sorprese: una giusta ricompensa alle fatiche scolastiche fatte da me ed economiche affrontate dalla mia famiglia di origine, alla mia cultura personale e al fatto che ero una donna (lo sono tuttora) molto bella o come la definivo io una giustizia divina. Inoltre, andando al di là di una semplice e mera questione economica, provavo dei forti e sinceri sentimenti nei suoi confronti: lui già mi amava immensamente e stavamo programmando il nostro futuro e luminoso matrimonio.

 

Fu proprio in quell’Hotel, durante un momento di relax pomeridiano seduta con la mia amica nella vasca idromassaggio esterna della Spa, dopo una splendida passeggiata tra le Dolomiti, che vidi lui o più precisamente una parte del suo corpo. Esattamente vidi un pezzo di carne impressionante contenuto a stento nei box aderenti del costume che fasciava perfettamente il fisico di uno uomo splendido, che galante nei modi, ci chiese gentilmente ad entrambe se poteva entrare a rilassarsi nella vasca idromassaggio. Dovete sapere che in vita mia non avevo mai valutato un uomo in base alle sue diciamo particolari dimensioni, ma rimasi colpita, quasi esterrefatta da quel rigonfiamento poderoso: poteva essere tranquillamente in quello stato il triplo della misura del pene flaccido del mio fidanzato.

 

Lo seguii con lo sguardo quando entrò in acqua, quasi ipnotizzata, scrutandolo attentamente e cercando di valutarne in centimetri le dimensioni: un brivido di eccitazione mi prese per la prima volta alla base del collo, scese velocemente tra i miei seni e culminò come una scossa elettrica nel mio basso ventre. Fortunatamente l’acqua agitata e le bolle dell’idromassaggio celarono al suo sguardo la reazione del mio corpo e soprattutto dei miei capezzoli: in parte ero salva. Tuttavia la mia espressione non era certo sfuggita alla curiosità femminile della mia amica e al suo sguardo sornione: arrossii violentemente.

 

Oltre alla dotazione di natura, grazie a quattro amabili chiacchere civettuole e alla complicità della mia amica, scoprii che aveva 45 anni ed era vedovo, con due figli maschi di nove e sei che lo accompagnavano in questa vacanza, avendo l’Hotel tra i sui pregi un servizio di Baby Sitting e di animazione. Era proprio uno splendido quarantenne, colto, dai modi affabili e galanti, con un bel fisico e uno sguardo profondo e malinconico da uomo vissuto, che faceva impallidire al confronto ogni maschio che avevo conosciuto nella mia giovane vita.

 

Tutto mi attraeva a lui come una calamita: quando uscii per primo dalla vasca salutandoci cordialmente, non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso: seguivo imbambolata la sua andatura dinoccolata e fissavo incantata quella parte anatomica del suo corpo, finché non fu celata a mio malincuore dall’accappatoio. Una vocale a forma di O di stupore si disegnò sulle mie labbra e per la prima volta mi trovai a fantasticare e pensare fra me e me tanto da esclamare nella mia mente: che gran cazzo deve avere sto qua!!! Un nuovo brivido percorse inarrestabile il mio corpo e la mia intimità.

 

Nei giorni seguenti questo mio stato euforico e incontrollato persisteva: mi sentivo quasi imbarazzata quando percepivo la sua presenza fisica, sia da sola che in compagnia del mio fidanzato e dei miei amici. Ogni occasione la sfruttavo anche per una semplice conversazione: il timbro della sua voce faceva vibrare ogni cellula del mio corpo. I miei sguardi nei suoi confronti, sia furtivi che ricambiati, continuavano e aumentavano: ogni scusa era buona per scrutare il suo viso, il suo corpo, e devo ammettere le dimensioni del suo cazzo. Non riuscivo a smettere di immaginarlo: la notte quando mi concedevo alla giovanile focosità del mio fidanzato rimanevo docile, passiva e quasi indifferente: l’unica cosa che riaccendeva in me il fuoco e la passione era il pensiero osceno di essere posseduta carnalmente da lui e dal suo cazzo.

 

Questa continua ossessione mi perseguitava: inconsciamente per farmi perdonare di questo pseudo tradimento psicologico, mi concedevo al massimo delle mie possibilità fisiche al mio partner, aprendo alla sua continua vogliosità la mia vagina e il mio culetto e ricevendo il suo sperma nella mia bocca. Non giudicatemi una zoccola: sentivo che era arrivato il momento e la maturità di godere appieno del mio corpo di donna.

 

Nei giorni che seguirono, il mio desiderio e la mia lussuria ormai erano al culmine: non resistevo più alla mia voglia e visto che mancavano quattro giorni alla fine della vacanza decisi di agire e di spingermi oltre. Il pomeriggio fingendo un notevole mal di testa e con la complicità tacita della mia amica, rimasi in Hotel e lasciai andare loro tre a fare un giro con delle bici elettriche a noleggio. Quasi disperata, in continuo affanno, lo cercai dappertutto: ora o mai più dissi tra di me. Ero angosciata e tremendamente eccitata: quando finalmente lo incrociai nel corridoio della hall, mi sentivo la fichetta completamente bagnata dalla voglia.

 

Non servirono molte parole o moine, i nostri sguardi d’intesa si incrociarono e in un attimo ci appartammo e le nostre bocche si unirono. Le lingue fameliche si assaggiavano vigorosamente e spinta da una tremenda curiosità abbassai la mia mano destra all’altezza del suo pube: quello che toccai mi mandò in estasi e mi fece girare la testa. Che gran cazzone duro pensai!!! “Porto i ragazzi dall’animazione e prendi il pass della mia camera mi disse”. La virilità della sua voce non ammetteva repliche e tremendamente bagnata, furtivamente raggiunsi ed entrai nella sua camera.

 

Mi raggiunse in breve tempo e quando bussò alla porta della camera il ritmo del mio cuore aumentò vertiginosamente come l’affanno del mio respiro. In un attimo mi sollevò da terra e mi baciò oscenamente con la lingua in bocca. Un piacere immenso mi prese e la spinta e la durezza del suo cazzo a contatto con il mio corpo mi mandarono letteralmente in estasi. Mi sdraiò sul letto e mentre continuava a baciarmi e leccarmi cominciò a spogliarmi. Sentivo le sue calde mani su tutto il mio corpo. Prese in mano i miei seni strizzandoli vigorosamente ma senza farmi male e leccò e mordicchiò avidamente i miei capezzoli facendomi gemere. Continuava a leccarmi tutta, non sembrava mai stanco: ogni centimetro della mia pelle vibrava sotto la sua lingua e la leggera peluria delle mie braccia era elettrizzata dai brividi.

 

Si spostò lentamente e sapientemente sul mio ventre e giù sino al mio monte di venere. Con le sue mani forti prese le mie cosce e allargò all’estremo le mie gambe e la mia intimità: sentii la sua lingua dapprima leccare avidamente le mie grandi labbra poi immergersi e penetrare la mia fichina, mai così oscenamente aperta e dilatata da nessuno. Il mio corpo e la mia carne non erano stata mai violate e prese in quel modo. Ci sapeva fare, eccome e poteva fare di me ciò che voleva in quel momento.

 

L’apice del piacere lo sentii quando la sua lingua si spostò più giù nel buco del mio culetto e alternativamente si immerse nell’uno e nell’altro posticino. La sua bocca vorace si spalancò completamente assaggiando i miei due orifizi e i miei umori. “Che gran pezzo di figa che sei e come sei buona” mi disse. Nessuno mi aveva mai parlato in quel modo, eppure dal piacere pendevo completamente dalle sue labbra.

 

Gli tolsi la maglietta e gli aprii i pantaloni e finalmente potevo constatare la durezza di quel gran pezzo di carne: lo tenevo con tutte e due le mie mani, che non riuscivano a chiudersi tra pollice e indice, e un bel pezzo del suo membro fuoriusciva, terminando in un grosso e rosso glande. Sospirai di piacere e completamente calda e bagnata dalla mia voglia e dalla sua saliva, ardevo dal desiderio che me lo infilasse: avvicinai la grossa cappella alle mie grandi labbra e lo incitai a farlo in modo volgare e con parole che non avevo mai proferito “Dai…ti prego scopami…non ne posso più….”

 

Sentii ogni centimetro di pelle di del quel cazzone entrare nella mia carne e la mia fichetta aprirsi oscenamente: mai avrei pensato che riuscisse a penetrarmi. Iniziò una lenta penetrazione che, man mano lubrificai il suo cazzo con i miei umori, aumentò nel ritmo e nella forza. Scopava da dio…con vigore e con dolcezza: mi sentivo donna come mai ero stata. Non riesco nemmeno a descrivere l’uragano di piacere e l’orgasmo che sconquassarono il mio corpo e mi travolse, aumentato psicologicamente dal suo volaare incitamento, quando stavo per venire. “Fammi sentire come godi, fammelo sentire…urlami in faccia” mi disse. Urlai il mio piacere e il mio orgasmo di femmina con tutta la forza che avevo dentro.

 

Non ancora paga, lo feci sdraiare di schiena e salii nuovamente sopra lui. Mi impalai e mi feci penetrare a fondo, sentendomi ancora riempita. Questa volta volevo comandare io il gioco di coppia. Che impressione vedere il suo cazzone completamente immerso nella mia morbida e gonfia fighetta…mi bagnai ancora e con un ritmo lento incominciai ad andare su e giù. Finalmente ci baciammo delicatamente in un intreccio di lingue. Lui ricominciò ad assaporare i miei seni e a leccare i miei capezzoli. Con la mano destra si spostò nella mia intimità e cominciò una lenta stimolazione della mia clitoride.

 

Io allungai la mia mano sinistra dietro la mia schiena e il mio culo e toccai curiosamente anche la consistenza dei suoi testicoli alla base di quella splendida asta. L’intesa sessuale dei nostri corpi era perfetta e complice benché fosse la prima volta tra noi; facemmo l’amore con passione e delicatezza. Completamente a mio agio, aumentai piacevolmente il ritmo del mio corpo e le contrazioni del mio sesso, sentendolo dentro di me sino alla fine. Raggiunsi estasiata nuovamente un magnifico orgasmo , accentuando al massimo la femminilità del mio corpo e i gemiti addosso al suo viso.

 

Inaspettatamente lui ancora nel pieno della sua vigoria, nel letto ormai disfatto, uscì da me e si appostò dietro alla mia schiena. Cominciò sempre con il suo modo vigoroso ma delicato, a toccare e palpare avidamente i miei rotondi glutei, tenendoli fermamente tra le mani e aprendomi al suo sguardo: sentiva che tutto gli era permesso e io non desideravo altro. “Mamma mia che fantastico culo che hai” godevo solamente nel sentire proferire tali volgarità. “Bello, ti piace vero…” E sentii dapprima mordermi dolcemente le chiappe, e poi il mio buco del culo profanato e penetrato dalla sua lingua, che alternativamente leccava anche la mia fichetta: aveva capito che non ero più vergine anche in quel posticino.

 

Dopo avermi ben salivato e preparato sentii nuovamente quella grossa cappella appoggiarsi al mio culetto. “Siii…” proferii completamente vogliosa e mi allungai al massimo sulla mia schiena come una gattina che fa le fusa, aggrappandomi con le mani e le unghie sulle lenzuola e percependo il dolore della nuova penetrazione. Sentii nuovamente ogni centimetro di quel cazzone entrare dentro nella mia carne, sembrava non finire mai. Mi aiutai con una mano a farlo scivolare lentamente dentro me e a bloccare le spinte crescenti del mio impaziente stallone. Adattai il mio corpo e il mio culo a quel gran cazzo, sino a farlo entrare il più possibile.

 

Il dolore iniziale cedette pian piano alla mia voglia e alla mia libidine e lo soggiogai al mio piacere di donna. Toccai passando una mano sopra il mio monte di venere, sfiorando la mia vagina e sentendola aperta come non mai dal rapporto precedente, i testicoli alla base del pene e non resistetti a toccare il suo cazzo e il mio buchetto dilatato in quel rapporto contro natura, assecondando le mie fantasie al tocco carnale e reale della mia mano.

 

Come mi piaceva da morire: spostai la mano sul mio clitoride e cominciai un lento massaggio sentendomi nuovamente bagnata all’inverosimile. Le contrazioni del mio ano aumentarono improvvisamente e mi strinsi come una cavalla impazzita attorno al suo cazzo e con un movimento convulso del mio culo ebbi un altro lunghissimo orgasmo sino ad impazzire dal piacere. Preso in controtempo dal mio improvviso impulso, mi disse “Così mi fai impazzire, sto venendo…” “Si, vienimi dentro, ti prego” e lui esplose in un orgasmo lungo e poderoso venendomi in culo, tirandomi a se per i capelli e dandomi il bacio più caldo e passionale che avessi mai ricevuto nella mia breve esistenza. Percepisco ancora oggi la sensazione del suo sperma caldo che mi si riversa completamente nelle mie viscere. Cademmo esausti e compiaciuti sul letto complice del mio tradimento.

 

Ormai avete capito tutti la mia natura di donna e posso esprimermi liberamente, quasi come uno sfogo, non sapendo resistere. Nei restanti tre giorni di vacanza mi feci inculare oscenamente un’altra volta di nascosto in piedi nel boschetto adiacente all’Hotel godendo come una pazza e un altro giorno gli feci un pompino con ingoio nel bagno degli uomini comportandomi come una zoccola e assaporando appieno le sue dimensioni e il suo sapore, tanto era la mia ossessione e il desiderio di lui.

 

Alla fine non lasciai il mio ragazzo, provavo nei suoi confronti ancora dei sentimenti e ci sposammo non rinunciando al mio status sociale acquisito (anche la differenza anagrafica di più di vent’anni influì sulla mai decisione). Lui continuo a vederlo una volta ogni due settimane, in quanto sale nel milanese a fare delle consulenze aziendali. Non resisto, non posso proprio farne a meno: di lui, della sua mascolinità, dei suoi consigli di uomo e del suo cazzo…….al di là della mia morale e del mio finto perbenismo…

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Fantastico mai capitato una cosa sel genere a me