venerdì , 15 novembre 2019
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Che colpa ne ho io se non soddisfi tua moglie

Buon pomeriggio amici miei! Sapete che il sesso è uno dei doveri matrimoniali? Quindi occhio, soddisfate sempre vostra moglie o vostro marito! Altrimenti poi non vi lamentate se vi fanno cornuti o cornute!

Racconto erotico di un tradimento!

Salve, mi chiamo Davide, ho 38 anni, sono dirigente di un’azienda informatica e sono felicemente sposato da 12 anni con Livia, splendida donna di 35 anni. Ho tradito mia moglie solo una volta con la mia segretaria, una storia di sesso puro solo per appagare gli ormoni. Lei non era una donna bellissima e non so come sia successo, ma un giorno mentre le stavo dando delle direttive, mi trovai con il mio cazzo nella sua bocca e da allora è nata una storiella durata un paio di mesi, ovvero fino a quando l’agenzia interinale per la quale lavorava la spostò da qualche altra parte, ma comunque questa è un’altra storia.

 

Piuttosto vorrei raccontarvi cosa mi è successo all’inizio di giugno, precisamente un lunedì sera dopo una riunione di lavoro durata più del solito, Michele il mio capo area mi invita a cena a casa sua, dicendomi che avrebbe gradito ricevere ulteriori chiarimenti sul progetto che avevo proposto. “Dai Davide chiamo mia moglie, l’avviso di aggiungere un posto a tavola, così ci fai l’onore di essere nostro ospite per stasera” disse Michele.

 

“Volentieri, solo che mi dispiace per Livia che mi sta aspettando!” dico.
“Perché non la chiami e le dici di raggiungerci?” risponde,
“Forse non è il caso, sai che abitiamo a 40 km da qui, e fare tanta strada per una donna sola… Però aspetta un attimo, perlomeno avviso che sono a cena da te, così non mi aspetta alzata”.

 

Erano quasi le 21 quando sbrigai la telefonata di dovere con mia moglie e andammo a casa di Michele dove ci venne ad aprire la porta sua moglie Claudia, una bella donna di 41 anni, rossa naturale, fisico asciutto ma non troppo, alta all’incirca 1,70, bel viso e soprattutto un bel paio di tette che sembrano sfidare la forza di gravità nonostante l’età e la grandezza (secondo me una quarta abbondante).

 

La guardo dalla testa ai piedi, mi piace, anzi mi è sempre piaciuta, sì perché noi quattro è già da un annetto che usciamo insieme quasi tutti i sabato sera. Poi a me le rosse sono sempre piaciute. “Ciao caro” disse Claudia baciando sulle labbra Michele. “Adesso, da bravi ometti, mettetevi sul divano e aspettate che termino di preparare” aggiunse mentre mi salutava con un bacio sulla guancia.

 

Mi sedetti in modo tale da poter vedere Claudia mentre lavorava. Cercavo di seguire quello che Michele mi diceva circa l’azienda, le proposte fatte da me e dagli altri dirigenti, e rispondevo a monosillabi e per frasi scontate, ma la mia attenzione era totalmente dedicata a sua moglie.

 

Quella sera era molto sexy, con il top aderente e la gonna un po’ più corta del solito. Lei si comportava in modo strano, le posizioni che assumeva durante le faccende erano poco naturali. Il fatto che si allungasse per prendere dei piatti da dentro un pensile facendo intravedere il reggiseno, oppure che si piegasse a 90 gradi per prendere la pentola da dentro al cassetto mostrando le bellissime gambe affusolate e abbronzate fino al culo del quale riuscivo ad intravedere la linea dell’abbronzatura non si addiceva ad una donna di così tanta classe.

 

La cena fu davvero deliziosa, la compagnia piacevole e il vino fatto in casa da Michele era molto alcolico e considerando che io sono quasi astemio, in quattro e quattr’otto mi trovai brillo.

 

“Non puoi tornare a casa in questo stato” disse Michele mentre mi stavo alzando per andare via.
“Che cosa vuoi che siano tre bicchieri di vino, e poi chi la sente Livia?” Dissi.
“Ma scherzi! Non voglio mica averti sulla coscienza”.
“Scusate, ma ho già approfittato troppo della vostra ospitalità”.
“No, tu non vai da nessuna parte! Ora chiamo io Livia, così non penserà a male e le spiego la situazione, sono certa che non dirà nulla” disse Claudia.

 

Claudia dopo aver parlato con mia moglie andò a preparare la stanza degli ospiti, così ringraziai, diedi la buonanotte e mi andai a mettere a letto. A causa del vino mi addormentai immediatamente, quando nel cuore della notte fui svegliato da una sensazione di umidiccio che persisteva sulla mano destra. Aprii gli occhi e mi apparve come in una visione Claudia, lì, proprio davanti a me, con la vestaglia aperta e con indosso un babydoll molto sexy. Si stava strofinando la fica ben bene con il dorso della mia mano destra.

 

Preso così alla sprovvista e mezzo assonnato, non mi era molto semplice capire dove finiva il sogno e dove cominciava la realtà, mi venne naturale togliere la mano e lei mi disse “Scusami, non ho resistito, mi sei sempre piaciuto ed ho notato come mi guardi ogni volta”… Mi alzai e la baciai. Le sfilai la vestaglia e il mini babydoll che indossava, leccai ogni centimetro della sua pelle scendendo giù verso il suo frutto succulento. Non aspettava altro, mi tuffai nella passera fradicia. Le asciugai tutti gli umori, passavo la lingua sul suo grillettino, stuzzicandolo e mordicchiandolo.

 

Talmente era eccitata che le si era ingrossato assomigliando sempre più ad un piccolo cazzettino. Aiutandomi poi con le dita la penetravo e strofinavo le grandi labbra, mentre lei, in piedi, mi teneva la testa e se la spingeva sempre più vicino. Il mio cazzo reclamava il suo spazio, quindi mi alzai e dopo essermi spogliato mi stesi sul letto e la invitai a sedersi sopra in uno smorzacandela. La penetrazione fu dolce, in un attimo mi trovai dentro quel corpo meraviglioso, il corpo che sognavo da un po’ di tempo era a mia disposizione, la sua fica era calda e umida così come l’avevo sempre sognata.

 

Vedevo le tette ballare davanti a me, e allungai le mani per stringerle e giocare con i capezzoloni appuntiti. Lei sembrava un’amazzone che monta il suo stallone.

 

“Caspita, sono più belle di quello che avevo immaginato!” dissi rapito.
“Scopami, i complimenti me li farai dopo!” rispose ansimando.

 

In quella posizione il gioco lo conduceva lei, mi scopò all’inverosimile e quando oramai fu soddisfatta, si alzò, prese tra le labbra il cazzo e con due colpettini di lingua mi fece venire. Le inondai il viso e la gola tanto ero eccitato. Soddisfatta mi guardò e disse “Grazie, mi hai fatto sentire di nuovo donna!”. L’avvicinai a me per darle un bacio, ma lei si scostò dicendo “forse ora è meglio che vada, Michele potrebbe accorgersi che non sono al suo fianco”.

 

“Aspetta, fatti coccolare solo un minuto” dissi. Si sdraiò al mio fianco e cominciammo a baciarci.
“Scusa ancora se ti ho svegliato in questo modo…”
“Magari ad avere risvegli sempre così… Mhhh… diciamo strani!” risposi.
“Non ho saputo proprio resistere… Sai a quel cornuto di mio marito non si alza più, ed io sono ancora molto giovane…! Abbiamo provato di tutto, andrologo, film porno, completini sexy, ma niente… Sono disperata…! Poi il viagra non può prenderlo per via di problemi che ha con il cuore…” disse lei.

 

Continuavo a baciarla dappertutto, mentre lei si stava riscaldando di nuovo.

 

“Mentre io ho sempre voglia di cazzo, più non scopo e più sono affamata! Ti prego scusami di nuovo!”.
“Non ti preoccupare assolutamente! Anzi ora che ti ho scoperta non ti lascio andare più, sarò a tua disposizione sempre, quando vorrai…” Dissi eccitato nuovamente. “Sarai la mia zoccolona, la mia troiona! E quando sarò carico di sborra ti avviso e ci vediamo… così mi svuoti i coglioni!”
“E con Livia come farai?”
“Basta non dirlo e mantenere il segreto tra noi… che ne dici Claudia? Poi Livia non si concede ogni volta che vorrei, quindi…”

 

Intanto mi stava menando l’uccello che si era ripreso alla grande.

 

“Cosa ne dici se facciamo un secondo round?” dissi.
“Si ma dobbiamo essere veloci, ricordati che di la c’è il tuo capo area che sta dormendo”

 

Lei si alzo e afferrò l’uccello tra le sue labbra, cominciando un saliscendi da esperta pompinara. Con la lingua giocava intorno alla cappella che all’improvviso spariva nella sua bocca. Si aiutava anche con le mani: mentre una mi segava, l’altra massaggiava i coglioni. Ero quasi sul punto di venire quando si fermò e si mise a pecorina dicendo “dai oggi è tutto in vendita, fammi anche il culo!”

 

Non mi feci pregare, mi insalivai la cappella, la puntai verso il suo fiorellino delizioso e la presi per i fianchi. In tre colpi fui completamente dentro di lei che per il dolore urlò.

 

“Ssttthh vuoi che il cornutone mi scopra mentre mi inculo sua moglie?” dissi.
“Scusa ma di lì ero ancora vergine…” Mi disse lei.
“Ahh, vedrai che tra un attimo sarà tutto diverso… ti piacerà!”
E così fu dopo qualche altro colpo, il dolore si trasformò in piacere.
“Ti prego non fermarti, sfondami ancora, fammi male… Ho bisogno di sentirmi ancora donna!”

 

Continuai a stantuffarla ancora un po’ fino a quando ingolosito dal brodo che le usciva dalla fica, mi tolsi dal secondo canale e glielo misi nel primo. Passavo dalla fica al culo, tre colpi dentro uno e tre colpi dentro l’altro.

 

“Mica tua moglie ti fa divertire così eh?”
“No, lei il culo non me lo dà da quando eravamo fidanzati”
“Lo so, con Livia ci raccontiamo tutto… so che sei un gran maiale e che a letto ci sai fare, però ero curiosa di vedere con i miei occhi!”

 

Quando fu esausta mi pregò di venire ed io lo feci con grande piacere dentro il suo culetto. Ma proprio mentre stavo spruzzando l’ultimo fiotto di sborra apriì gli occhi e d’avanti a me si materializzò Michele.

 

“Brutto bastardo… Io ti accolgo in casa per la tua incolumità e tu ti scopi mia moglie… e tu puttana che non sei altro… Ora vediamo…” I suoi occhi non promettevano niente di buono, cercai di chiarire la situazione, me era tutto molto difficile, in fin dei conti non c’era molto da spiegare, io ero lì nudo con il cazzo dentro il culo di Claudia che era a pecorina ed aveva appena finito di emettere l’ultimo gemito di piacere.

 

In un attimo mi staccai, vidi la sborra che colava dall’ano ormai sfasciato di Claudia che balbettava qualcosa col marito, io ne approfittai per afferrare la mia roba e guadagnarmi l’uscita da quella casa il prima possibile.

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