lunedì , 16 settembre 2019
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Quella strana coppia che non ti aspetti

Racconto Erotico Cuckold

Fine estate, Rimini. La calca dei turisti al supermercato è davvero impressionante, del resto è domenica pomeriggio e alle Befane è sempre così, figuriamoci a fine agosto. Armato di tanta pazienza inizio il mio giro “casalingo” in vista della settimana di cene e aperitivi vari da organizzare con gli amici.

 

Leggo la mia bella lista di cose mentre passo da una corsia all’altra e nel frattempo non disdegno di guardare le belle ragazze che mi passano di fianco: quest’anno vanno di moda dei pantaloncini talmente corti che… beh, lasciamo perdere, sembro un allupato. Però sembra di essere nel mercato della carne, tra ragazzine seminude e milfone con le tette di fuori compresse in canottiere da Gradisca, qui c’è da impazzire.

 

E allora la mente viaggia e mi viene in mente che avevo un paio di email di probabili appuntamenti a cui rispondere, quasi quasi le leggo e rispondo, visto che sono carico. Sinceramente, però, niente di interessante. Così torno alla mia lista della spesa e ad un tratto mi viene in mente un messaggio di una coppia conosciuta su un sito giorni fa, che se non sbaglio sarebbe arrivata in vacanza proprio in questi giorni. Controllo e vedo che era proprio quello il giorno del loro arrivo. Ci provo? Ma sì, dai.

 

“Ciao, sono Marco. Siete già arrivati in riviera?”

 

Pochi secondi e subito la risposta:
“Ciao, siamo arrivati proprio ora, che tempismo!”
“Bene, magari possiamo organizzare qualcosa insieme, no?”
“Ti facciamo sapere, dobbiamo sistemare l’appartamento, c’è un sacco di roba da fare, ti chiamo per stasera, ok?”
“Ok, io sono a disposizione, se vi va”

 

L’eccitazione sta scendendo, ho come l’impressione che mi vogliano scaricare, che non abbiano la stessa voglia che ho io. E infatti non rispondono più. Vabbè, è andata. Torno al mio noioso giro tra le scansie e non penso più a loro. Poi, un brivido, il cellulare vibra, sono loro!

 

“Ciao Marco, ci sei ancora? Noi ora facciamo un salto al supermercato perché in casa non c’è niente. Poi se vuoi ci beviamo qualcosa assieme”
“Se io sono mister tempismo, voi siete telepatici. Io sono ora al supermercato!”
“Dai, allora ti raggiungiamo, dov’è?”

 

L’eccitazione sale a mille, la gente che mi passa di fianco chissà cosa deve aver pensato, di certo avranno notato il mio sorriso malizioso: ma con un pacco di fusilli in mano perché avrà quella faccia? Lasciamoli pensare ciò che vogliono. Io ho altro a cui pensare. Dunque, dove li incontro? Al bar? Troppo banale. In bagno? Troppo audace. L’idea: li aspetto nel parcheggio.

 

Ho ancora tempo. Finisco al volo la lista, ma ci aggiungo anche una bella bottiglia di vino e due stuzzichini e poi mi avvio a passo spedito verso la macchina. Accendo subito e faccio partire l’aria condizionata, è un caldo assurdo, anche se è al coperto.

 

Tiro fuori il cellulare e scrivo ai nuovi amici:
“Quando arrivate, scendete nel parcheggio al piano sotto, entrate nella seconda fila e cercate lì, io sono a metà fila, con l’aria condizionata accesa che vi aspetto”
“Ok, arriviamo”

 

Aspetto un paio di minuti, ma non riesco a stare fermo, così esco e mi fumo una sigaretta per lo stress. Vibra, sono arrivati.
“Ciao, non trovo parcheggio, dove sei?”
“Sono qui fuori dalla macchina, alzo il cellulare, mi vedi?”

 

Sfanalano, sono loro. Mi si accostano, sono una coppia matura, si vede, lui mi squadra come se dovesse comprarmi, lei invece mi sfodera un sorriso sincero, sicuramente le piaccio.
“Ti facevo più vecchio, sei giovanissimo!”
“Grazie, invece voi siete molto meglio da vivo. Dai trovate un parcheggio che vi accompagno a fare la spesa”, gli rispondo.
“Ok, quindi dobbiamo fare la spesa per davvero?”

 

mi dice lei, con quel sorriso che ora diventa malizioso, quasi irridente. Stava già giocando. Lui, ancora imperturbabile, prende l’iniziativa:
“Ma tu non hai già fatto la spesa? Non c’è niente che si possa mangiare assieme?”
“Beh, io ho preso anche il vino e i formaggi, se è per quello. C’è da stuzzicare quanto vuoi…”
“Dai allora, non mischiamoci a tutta sta gente, siamo venuti a Rimini per divertirci non per fare la fila qui”

 

E riaccende la macchina, invitandomi a seguirlo, mi pare di capire. E infatti appena esco dal parcheggio ecco che si infila sicuro in direzione mare, sta andando all’appartamento che hanno affittato. Arriviamo, parcheggio e subito scarto dalla mia spesa il vino, i formaggi e altre cose veloci. Lei scende dall’auto, è una bella donna, formosa ma aggraziata e proporzionata, sorride.

 

Lui è un uomo sulla cinquantina, potrebbe essere un manager o un professionista, sembra una persona a modo. Mi fanno un cenno e subito ci fiondiamo insieme dentro a un residence carino, entriamo dentro in fila indiana, senza dire una parola, e ci fermiamo davanti all’ascensore, che arriva subito. Entriamo e i nostri corpi, per la prima volta, si sfiorano. E’ una sensazione che ci aspettavamo tutti, e ce la godiamo.

 

Lei più di tutti, visto che appena si chiudono le porte si sposta verso di me e con le chiappe inizia a strusciarsi a me, io sono già eccitato e lei sente benissimo sotto ai pantaloncini che il cazzo è già bello duro. Lui la guarda e accenna un sorriso. Non dice niente, ma secondo me lui cerca proprio quello. Vedremo. Dai messaggi non era specificato nulla, solo che ogni tanto valutano anche i singoli. Oggi è “ogni tanto”.

 

L’appartamento è pulito e spazioso, ma vuoto, senza tanti mobili e oggetti, del resto è uno dei tanti appartamentini da vacanza. C’è un divano a due piazze e lei vi si adagia come una regina. Io intanto porgo la bottiglia a lui, che la stappa e va in cucina a prendere i bicchieri.

 

“Vieni pure qui Marco, fatti vedere da vicino”, mi invita lei.

 

Mi siedo comodo sul divano e subito lei si avvinghia a me, offrendomi la bocca che bacio avidamente, un bacio caldo, salivoso e appassionato, avrà dieci anni in più di me, ma è eccitata come una ragazzina. Lui arriva con i bicchieri e inizia a versare il vino, poi appoggia due preservativi sul tavolo, ma invece che sedersi con noi, prende una sedia e ci guarda sorridendo. Il dubbio che lui guardi solo diventa quasi certezza. A me va benissimo, che discorsi.

 

E infatti riprendo la slinguazzata, iniziando a mettere le mani un po’ dappertutto. Quando arrivo al culo, lei non si ritrae, anzi, si sposta per darmi modo di arrivare allo spacco tra le chiappe e palpeggiarla meglio. Il mio cazzo è un palo a sto punto, lo appoggio sulla sua coscia e lei se ne accorge:

 

“Però, qui c’è qualcosa che mi interessa”

 

E inizia a tastarne la consistenza. Non sono un superdotato, però in quel momento mi sembra di essere Rocco. La aiuto e mi sfilo calzoncini e mutande, mostrandole tutta la mia eccitazione. Lei lo accarezza, lo stringe, lo accarezza di nuovo e poi, con un unico movimento, se lo prende tutto in bocca fino in gola. Ho un tremito, che bocca! Mentre inizia a pomparlo, si slaccia il vestito con l’altra mano, io la agevolo e glielo sfilo, poi le tolgo il reggiseno e mi ritrovo ste due tettone che ballonzolano sulle mie cosce mentre vedo la sua testa che fa su e giù lentamente. Passo all’azione e la giro a 69, facendole sentire tutta la mia forza nel prenderla e quasi sollevarla di peso nel movimento.

 

Lei pare meravigliata, sorride e torna al mio cazzo. Ora ho davanti un bel panorama, le scosto la mutandina e assaggio la sua figa, da donna matura, ma ben curata e profumata. Ci gioco, la lecco, ci infilo un dito, poi la rilecco. E nel farlo non posso non notare quel buco di culo a pochi centimetri, chissà se l’ha mai preso dietro? Per me sì, ma magari no. Mentre mi godo il suo pompino e gioco con la sua figa, però, mi sono scordato di lui. Guardo cosa fa e vedo che si è spogliato anche lui. Ha un cazzo normale, poco più piccolo del mio, un po’ a punta mi pare.

 

Comunque bello duro anche lui. Si sta segando in piedi. Gli piace guardare, oramai non ho dubbi. Comunque ora è arrivato il momento di fottere, lo faccio capire alla mia nuova amica e lei capisce subito. Si rimette in posa, a gambe larghe, sul divano, invitandomi a penetrarla dal davanti. Mi metto il preservativo che era lì sul tavolo e la infilzo a dovere. Inizio a darci dentro sempre più forte, finché non sento una mano calda sulla schiena, era lui. Rallento, ma non mi fermo, non mi da fastidio.

 

Lui prosegue e con la mano scende ad esplorare il mio corpo, fino alle natiche, che si tendono ritimicamente ad ogni colpo inferto nella figa si sua moglie. Lo sento alle mie spalle, sento che è eccitato, ansima, ma non sono pronto ad un ruolo passivo e vorrei dirglielo. Lui però non ci prova, anzi, mi dice di proseguire così:

 

“Dai, dacci dentro, che lei lo vuole. Gli piacciono i giovani torelli come te, spaccala”

 

Io ci prendo ancora più gusto e spingo ancora più forte, lei è tutta bagnata, gode davvero. Allora lui si avvicina e le porge il suo cazzo, lei lo ingoia come se non aspettasse altro! Sono un po’ confuso, mi ero sbagliato, lui non guarda e basta, insomma. Però non dura molto, dopo un paio di minuti inarca la schiena e sborra, schizzando sulla faccia e le tette della moglie mentre io continuo a pomparla come non mai.

 

Sarà stato l’odore della sua sborra, che sento fortissimo a pochi centimetri da me, misto all’odore che i nostri corpi emanano, sono presto al culmine anch’io. Lei lo capisce, e mi spinge leggermente indietro, poi lo sfila dalla sua figa, lo stringe in mano e mi dice:

 

“Fammi sentire il tuo sapore”

 

E c’è da chiederlo? Mi scappuccio il preservativo e mi alzo in piedi su di lei, mentre lui guarda estasiato la scena di sua moglie pronta a ricevere la fontana. “Posso segarti io?” mi chiede, un po’ timido perché non sa ancora se sono bisex o no. “Fai pure, è tutto tuo”, gli rispondo. E poco dopo vengo, così, con la sua mano che smanetta e la bocca di lei che accoglie tutto il mio seme. Una venuta lunghissima, era da tempo che non mi riusciva così. E’ stato fantastico.

 

Lui prende una salvietta e si pulisce la mano, poi la porge alla moglie, che sputa tutto il nettare e gli dice:
“Buono, sai? Potevi assaggiarlo anche tu…” Come???
“Magari la prossima volta, cara. Se Marco vuole, invertiamo i ruoli e mi scopa il culo come ha fatto con la tua figa”

 

Insomma, il bisex era lui! Poteva anche dirlo, il maiale!

 

“E quand’è la prossima volta?” gli chiedo io
“Noi ci fermiamo una settimana, abbiamo tempo per provarle tutte”.

 

Ci siamo rivisti solo un’altra volta, purtroppo, ed è successo ciò che avevamo ipotizzato, con lui più passivo e lei solita zoccola in calore che si è presa tutte e due le sborrate in faccia stavolta. Ma l’esperienza di quella domenica non la dimenticherò mai. Grazie

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