venerdì , 15 novembre 2019
Home / BDSM / Extreme / Cornuti / Cuckold / Chi sbaglia deve pagare

Chi sbaglia deve pagare

Salve miei cari amici, oggi vi voglio deliziare di un racconto erotico cuckold, ovvero di un marito cornuto che gode nel sentire il racconto della moglie e di come si è fatta sbattere da suo cugino! Leggete quindi questo:

Racconto erotico di un cornuto!

Il testo del messaggio era: “ti è piaciuto il pompino che ti ha fatto Cinzia?”
– dai Vittorio, non mi sembra il caso, non inviarlo!
– perché no! Mi interessa sapere se Mauro ha gradito la tua performance.
– non ti è bastato vederlo? Non l’hai capito dalla sua reazione, da come si dimenava mentre mi riempiva la bocca di sperma? È superfluo a mio avviso quel messaggio.

 

Non mi ha ascoltato. Ha inviato lo stesso il messaggio…

 

– cazzo!
– che?
– ho sbagliato ad inviare il messaggio…
– a chi l’hai mandato?
– a Piero.
– NO!

 

Mai una volta che mi desse retta… E adesso? Piero e Vittorio sono cugini di primo grado, avevano litigato sei mesi prima. Il vero motivo non l’ho mai saputo, sta di fatto che da allora non si sono più visti ne sentiti. Speravo che quel messaggio andasse perso, ma due squilli sinistri sul cellulare di mio marito mi dicevano che non era così.

 

– che significa Cinzia?
– cosa?
– leggi!

 

Mi allungò il telefonino. sul display c’era la risposta di Piero:
“Vedo che non ha perso tempo a raccontarti tutto. Ad ogni modo è stata FANTASTICA! Cinzia ha una bocca di velluto e non si è persa una sola goccia della mia sborra, ha ingoiato tutto. Spero che questo adesso ci possa far riappacificare poiché mi sono fatta tua moglie. Possiamo considerarci più intimi? Ciao fammi sapere.”

 

– allora! È vero? Ti sei fatta Piero?
– si! Piero ed io abbiamo scopato.
– che stronza! Dico io, non ti bastano i cazzi che rimedi nel privè o quelli che ti procuro? Proprio da quel verme dovevi farti chiavare? Quando è successo?
– la settimana scorsa.
– l’hai fatto venire qua? L’hai chiavato nel nostro letto?
– no! In macchina.
– racconta…

 

La rabbia iniziale stava lasciando il suo viso per fare posto a quell’espressione tipica che ha quando è arrapato.

 

– lunedì scorso, mi sono recata al mercato a piedi e lì ho incontrato tuo cugino Piero. Subito ho fatto finta di non vederlo, ma lui mi è venuto vicino salutandomi con un doppio bacio sulle guance. Mi ha chiesto di te, voleva sapere come stavi.
– cosa hai risposto?
– che se gli premeva la tua salute poteva chiedertelo direttamente.
– e lui?
– non ha risposto. Siamo andati al bar per un caffè.
– di cosa parlavate?
– un po’ di tutto tranne che di te e della discussione che avete avuto.
– faceva il cascamorto, ti corteggiava?
– si!
– in che modo dai, racconta.
– mi ha detto che ero l’unica cosa che t’invidiava, che per un’ora con me avrebbe dato qualsiasi cosa. “non immagini Cinzia quante volte mi sono segato pensando a te.” Gli ho risposto che non mi ero mai accorta di niente. Allora mi ha preso la mano e l’ha portata sotto il tavolino poggiandola sul suo cazzo.
– com’era?
– duro da far paura. L’ho stretto forte, mi sembrava di stringere un sasso. Mi disse: “hai visto che effetto mi fai?”
– e a te che effetto ha fatto? Ti sei eccitata?
– non solo per quel pacco che stringevo nella mano, ma soprattutto perché di fronte c’era un vecchietto che ci guardava e a sua volta si toccava.
– in che bar eravate?
– in quello della piazza, nella saletta interna c’eravamo solo noi due e il vecchietto, che ho voluto omaggiare allargando le cosce.
– Piero che faceva?
– non stava nella pelle, non pensava fossi così troia. Mi ha messo la mano tra le cosce. “Sei un lag,o andiamo a casa tua?”

 

Vittorio infoiato come una bestia aveva tirato fuori il cazzo.

 

– tu cosa gli hai risposto?
– ho detto a casa no! Che volevo farmi sbattere in macchina, ma prima doveva farmi un ditale lì nel bar fino a farmi venire.
– continua Cinzia, va avanti.
– tuo cugino si è girato verso di me e mi ha infilato due dita nella figa satura di umori. Le muoveva su e giù, prima lentamente poi sempre più velocemente. Il rumore che le sue dita producevano all’interno della mia passera zuppa, mi dava alla testa.
– il vecchietto cosa faceva?
– quello che stai facendo te in questo momento solo che non l’aveva tirato fuori, si masturbava attraverso la tasca, secondo me era bucata. Ma adesso chiavami Vittorio non ne posso più!
– dopo, non temere. Ora voglio sapere com’è andata a finire.

 

– gemevo e non perdevo di vista il guardone che si è alzato, ha tolto la mano dalla tasca e poco dopo una grossa chiazza scura è comparsa davanti alla patta dei calzoni. Era venuto, stava per uscire ma lo fermai. “Aspetta!”. Volevo che restasse ancora a fissarmi, ero vicino all’orgasmo…
– perché sei una vacca Cinzia! Ed io un grandissimo porco, un cornuto, un depravato…
– non segarti fatti sbocchinare.
– no stupida troia, con la bocca piena non potresti raccontarmi il seguito. Continua ho detto.
– siamo usciti dal bar dopo che ho raggiunto più di un orgasmo, secondo me se al guardone non gli è venuto un infarto in quel momento, difficilmente n’è avrà per il resto che campa. Una volta in macchina gli ho tirato fuori il cazzo. Hai mai visto il cazzo di tuo cugino?
– no! In compenso ho visto la fica di sua sorella.
– Anna?
– si!
– non mi avevi mai detto che ti sei fatto tua cugina!
– si comincia sempre con qualche parente da bambini, le prime esperienze avvengono tra le mura domestiche. Dimmi che non lo sapevi?
– raccontami di Anna.
– ora no! Piuttosto, com’è messo Piero?
– bene, molto bene, ha un gran cazzo. Sai che ha cambiato auto? Adesso ha un fuori strada molto comodo: potevo spompinarlo mentre guidava senza intralciare i suoi movimenti. Che buon sapore aveva il liquido che fuoriusciva dalla cappella, non ho mai visto un cazzo lubrificarsi così copiosamente, sembrava sperma talmente era abbondante e denso. Ci siamo fermati in una stradina di campagna.
– mettiti sul divano a pancia sotto.

 

Quell’ordine Vittorio me lo diede dopo avermi spogliata. Eseguì sapendo cosa mi aspettava: voleva farmi il culo. Tenni le chiappe allargate con le mani.

 

– sii dolce amore, non farmi troppo male.
– a Piero gli hai dato il culo?
– voleva, ma era troppo grosso, non entrava.

 

In realtà il cazzo di Piero era nella norma, niente di straordinario, esageravo di proposito sapendo che a Vittorio faceva piacere sentire che mi ero fatta un superdotato.

 

– e… questo com’è?
– uhhh… piano adagio non infierire di prego.
– un po’ di dolore devo dartelo dopo quello che mi hai fatto zoccola.
– hai ragione, ti ho tradito come l’ultima delle puttane e per questo devo essere punita, fa quello che devi fare, sfondami le viscere… AHHHH!

 

Era entrato senza un minimo di delicatezza, senza lubrificarmi, sentivo il suo cazzo nell’intestino.

 

– una volta fermi cosa avete fatto?
– continuavo a sbocchinarlo, sentivo lo sperma salire lungo quell’asta come l’acqua dentro ad un idrante. S’ingrossava sempre di più nella mia gola.
– cosa diceva lui, cagna!

 

Quel bastardo di mio marito mi stava inculando nel modo più sadico e perverso. Si sollevava fino a farlo uscire quasi completamente poi di colpo affondava la mazza nella mia carne procurandomi un bruciore tremendo ed una gran voglia di cacare.

 

– che sei un… cornuto ed io una mignotta da quattro soldi, una bocchinara. Nel momento che stava per sborrare, mi spinse ancora più giù con le mani: la cappella mi arrivò all’esofago, mi mancava l’aria. Quanta sborra aveva in quel cilindro di carne. “Bevi stronza, bevi!” mi urlava… Io da brava troia ho mandato giù tutto.
– ohhh… Cinzia ahhh… quanto tempo ci ha impiegato per farselo venire duro nuovamente?

 

Vittorio ansimava, più volte si era fermato per non eiaculare, si riservava la sborrata alla fine del racconto.

 

– è venuto tre volte, senza mai perdere consistenza, è rimasto sempre duro

 

Non era vero, Piero dopo avermi riempita la bocca non riuscii più a drizzarlo, bestemmiava come un turco… Per fortuna era un linguista instancabile e riuscì a farmi godere con la bocca.

 

– dai Vittorio adesso riempimi le budella del tuo succo… dai si… si spingi, affonda!
– stronza! Lo fai apposta per… ohhh…
– siii… tutto dentro tuttooo…

 

Era bollente e piena di rabbia la sborra che s’incanalò nel mio intestino.

 

Nel cesso seduta sul bidè, massaggiavo con l’acqua fresca l’orifizio anale. Lo sfintere pulsava come la gengiva quando un dente duole. Mi aveva proprio spanato il buco del culo…

Vi è piaciuto questo racconto erotico cuckold? Votatelo!

Ti è piaciuto questo racconto erotico?

Trasgressione - 9.6
Eccitazione - 9.1
Fantasia - 7.8
Erotismo - 7.5

8.5

Aiutaci a migliorare i nostri servizi lasciando un voto che esprime il tuo indice di gradimento! Così potremo concentrarci nello scrivere storie con temi che piacciano davvero ai nostri utenti, perché per noi siete importanti!

User Rating: 3.88 ( 8 votes)

Check Also

Una mammina dolce come il miele

Per la nostra serie “Racconti Porno Incesti”, vi presentiamo un racconto erotico molto molto spinto, …

avatar